Vedere bene è anche una questione di memoria

Sommario:  Non vi è mai capitato di ricordare benissimo qualcosa?  In questo articolo il fondatore del sito www.SistemaBates.it vi introduce alla comprensione profonda di come la memoria piú essere utilizzata per guarire la vista secondo i metodi naturali originarî del Dott. Bates.

Tra i metodi originarî del Dott. Bates riscoperti da questo Editore sin dal 2002 con la pubblicazione del libro fondamentale “VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI” vi è quello della “memoria”.  Se la memoria è perfetta, la mente è a riposo e gli occhi vedono con vista perfetta.  Vice versa, se la memoria è imperfetta, la mente è sotto sforzo e gli occhi vedono imperfettamente:  questo fatto porta in genere il lettore a insistere per vederci meglio mediante atti forzosi o tentativi (magari del tutto inconsci), e di conseguenza il difetto visivo si cronicizza e la vista peggiora sempre di piú.  Quando poi si va davanti a un “oculista” (sia esso medico, optometrista oppure ottico da bancone del supermercato), è facile subire una prescrizione in diottríe e cadere nella trappola delle lenti correttive, rovinandosi cosí la vita.  Ma prima che accada ciò, è consigliabile ai lettori di questo articolo cercare di documentarsi seriamente sul lavoro originario del Dott. Bates e procedere con delle prove empiriche sul proprio stesso caso per vedere se sia possibile intervenire súbito mediante l’uso della memoria per risolvere alla radice il problema della vista difettosa, in modo elegante, intelligente e “radicale”.

La prima prova che chiunque può fare è quella di chiudere gli occhi davanti a una pagina stampata in nero su bianco (non usate schermi digitali, per favore) e osservare se per caso una qualche macchia di colore rimane nella coscienza anche in assenza di stimoli visivi provenienti dagli occhi.  In caso affermativo, bisogna congratularsi con se stessi perché si è già a metà dell’opera.  Si tratterebbe infatti di continuare iterando il procedimento, magari utilizzando una tabella di controllo di Snellen prodotta da questo Editore per verificare che a ogni prova ripetuta di memorizzazione spontanea, si è capaci di ricordare meglio e per piú tempo.  In caso negativo, e cioè se nulla rimane nella coscienza quando si chiudono gli occhi, bisogna ricorrere a espedienti piú ricercati per sbloccare la memoria visiva e procedere con il trattamento senza perdere tempo inutilmente.

L’espediente migliore in tutti i casi è quello di ricorrere al concetto di “pura memoria”, ovvero a quel ricordo, spontaneo, che affiora alla mente del soggetto e ivi permane indefinitamente, perché tanto è il suo portato piacevole e riposante che uno non si stanca mai di ricordarlo, per l’appunto.  La ricerca di questa “pura memoria” non è agevole, spesso, ma richiede parecchia fortuna.  Tale memoria càpita di solito per caso, quando uno meno se lo aspetta:  ci si ritrova di fronte agli occhi una immagine che per la sua “purezza” sorprende e assorbe talmente tanto l’individuo che la pensa, da causare immediatamente la cessazione di ogni tipo di pensiero sbagliato nella mente e gli occhi funzionano normalmente come se non avessero mai avuto in vita loro alcun problema visivo qualsivoglia.

Tra i tanti esempî di “pura memoria” che si possono fare, indichiamo:  gli occhi di un bambino che ci è caro, il viso di una persona a cui siamo umanamente molto legati, una immagine di un momento particolare della nostra vita passata, riferita magari a unhobby, a un passatempo, a un incontro sociale ben riuscito, oppure altri tipi di memorie non visive, quali una musica militare di quando si marciava in formazione sotto la naja, oppure un passo di un concerto di musica da camera dove una giovane pianista dal viso angelico e le mani sottili spargeva intorno a noi melodíe subliminali cosí rilassanti e sensibili da indurre un profondo stato di quiete nel cuore, oppure memorie di tipo gustativo, collegate magari allo sgranocchiare una mela fragrante appena còlta dall’albero, oppure memorie di tipo tattile, come la sensazione di calore umano che si genera toccando sapientemente il seno della amata (o altre parti, se necessario), o facendosi toccare da qualcuno di cui ci si fida veramente…  Gli esempî possono essere numerosi, ma se davvero la memoria evocata è “pura”, allora essa è perfetta, immediata, continua e riposante.  Se uno dei primi tre aggettivi che abbiamo appena menzionato non risulta soddisfatto, allora la memoria non sarà pura e l’esperimento non avrà avuto risultati sulla qualità della visione.

Per esercitarsi nel rievocare ricordi di “pura memoria” non è necessario, anzi è vietato, “concentrarsi” per ottenere il risultato sperato, ma è necessario tenere sempre a mente la possibilità che questo fenomeno possa effettivamente accadere, per saperlo riconoscere e goderselo nel momento in cui effettivamente accade.  Ovviamente chi porta continuamente occhiali sul naso, o lenti a contatto, o è stato operato con il laser o viene trattato mediante farmaci, troverà molto difficile ottenere risultati e forse gli converrebbe soprassedere e lasciare perdere, pensando magari a metodi piú meccanici e meno efficaci, ma anche meno deludenti per la loro minore importanza (si vedano i varii siti Internet dedicati al “Metodo Bates” commerciale che abbondano di esercizî per gli occhi e ginnastiche varie e di cui il presente sito non si vuole minimamente occupare).

Chi invece ha già abbandonato gli occhiali correttivi e vuole guarire completamente senza occhiali dovrebbe coltivare questa idea della “pura memoria” perché quando dovesse capitare di sperimentarla direttamente in prima persona, allora da quel momento in poi si aprirebbero delle prospettive nuovissime e impensabili nell’àmbito della propria cura, tali da avere influenze che vanno ben al di là della mera possibilità di vedere i “dieci decimi” all’esame della patente di guida.  Questi argomenti hanno a che fare con il “lato spirituale” del Sistema Bates® Originario™ e ne elevano la pratica a vero e proprio metodo di “sviluppo mentale” tale da rendere anche la piú miserabile delle vite individuali di cui il pianeta abbonda, a una Vita Vera, degna di essere vissuta fino in fondo e senza compromessi e nel pieno della contentezza interiore, oltre che esteriore.

A cura di Rishi Giovanni Gatti

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