FLATLANDIA, per capire le multi-dimensioni

Flatlandia, libro di Edwin Abbott (scrittore, professore e teologo inglese del XIX secolo), è un libro molto particolare e assolutamente indefinibile, in quanto non inseribile in nessun genere predefinito. Si tratta di una satira allegorica che usa la geometria come strumento per cercare di fare capire ai lettori la limitatezza delle loro vedute.

Flatlandia è un universo in due dimensioni, in cui gli abitanti sono figure geometriche che vanno dalle linee a poligoni da moltissimi lati. Questo mondo immaginario è organizzato in maniera simile all’Inghilterra vittoriana del tempo di Abbott: la società è rigidamente gerarchica ed organizzata a seconda della ampiezza degli angoli posseduti, più una creatura aveva lati (e quindi angoli ampi) e più era importante, come nel mondo reale chi nasceva in famiglie nobili o ricche era in cima alla piramide.

La terra di Flatlandia voleva essere una critica di quella società ingiusta ed arrogante, del darwinismo sociale che teorizzava il predominio del più forte sul più debole e giustificava i sopprusi e le iniquità, sia con l’idea che quello era il progresso, e che esso era l’unico metro di giudizio con cui si potesse giudicare cosa è buono o cattivo, sia con la vaga promessa della possibilità di un avanzamento sociale per i poveracci, a patto che stessero buoni e non intralciassero la marcia trionfale della tecnologia e della scienza. Le donne poi, che in Flatlandia sono delle linee (e quindi non possono formare angoli), sono degli esseri inutili e impotenti, che hanno bisogno costante di protezione dall’uomo, perchè la seconda parte dell’800 è il periodo del trionfo della borghesia, e le donne borghesi avevano come segno distintivo il fatto che non lavorassero (e nemmeno studiassero o facessero nient’altro che stare in casa con la servitù).

Il libro di Flatlandia si potrebbe accompagnare bene con quello di Hobsbawm sul trionfo della borghesia, che descrive magnificamente quel periodo storico che in Flatlandia viene deriso.
Tuttavia limitarsi a queste considerazioni di carattere storico e sociologico sarebbe riduttivo. Il quadrato protagonista della storia incontra una sfera, che gli fa capire che esiste anche un universo in tre dimensioni, ma quando il quadrato si sofferma a pensare al fatto che potrebbero esistere universi anche con quattro o cinque dimensioni la sfera lo blocca dicendo che il mondo è a tre dimensioni e basta. In questo sta il senso profondo del libro, non tanto nella critica del periodo vittoriano e della borghesia, quanto nel cercare di far comprendere la limitatezza dei nostri sensi e delle nostre visioni.

Abbott era un teologo ed un uomo di fede, e la fede consiste nel credere in ciò che non si può vedere coi propri occhi e che la Chiesa non può dimostrare scientificamente. A quel tempo, forse ancora più di oggi, chi ridicolizzava gli uomini di fede sostenendo l’idea di un materialismo assoluto, dell’importanza della sola ragione e dell’inesistenza di Dio e dell’anima, veniva applaudito e considerato “moderno”; Abbott invece vuole mostrare come questo tipo di punto di vista sia miope, come sia solo una negazione di tutto quello che non è visibili, quantificabile e prevedibile.

Certo il significato del libro di Flatlandia è anche che questo tipo di approccio mentale alla realtà, oltre ad essere sbagliato perchè falso, crea anche una società ingiusta, e quindi non è solo un problema di filosofia o di fisica, ma è soprattutto sociale e morale.

Abbott era un pedagogo, e il più grande insegnamento che si possa dare ai giovani è di non essere mai convinti di sapere tutto, o di poter sapere tutto, o di poter sapere abbastanza da non aver più bisogno di imparare, ci sono sempre orizzonti impensati e inesplorati, alcuni terribili ed altri bellissimi, che aspettano solo di essere scoperti. I giovani devono prima rendersi conto di come la società in cui sono nati a creato per se stessa e per loro dei paletti, dei recinti, dei muri e dei fossati, perchè solo rendendosi conto di quelle false premesse e promesse in cui sono cresciuti potranno diventare dei veri uomini, capaci di non fermarsi all’apparenza e in grado di cambiare il mondo e renderlo migliore, capendo che il modo in cui si vive oggi non è l’unico modo possibile, e la struttura in cui è organizzata la nostra società e la nostra vita è solo una delle innumerevoli strutture possibili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...