La creatività è energia!

La creatività è l’energia di cui è fatta la vita.

Senza questa misteriosa e inafferrabile propulsione, infatti, non esisterebbe niente.

La creatività permea la nostra sensazione di esistere, motiva le passioni, stimola il desiderio di conoscenza, libera l’avventura, portandoci a scoprire la verità profonda nascosta dietro il velo delle apparenze che comunemente chiamiamo realtà.

La creatività non si può definire, non si può catturare, non si può riprodurre in laboratorio e non si può comprare.

Si può solo viverla, sperimentandone dentro di sé il potere magnetico e misterioso.

Ma che cosa s’intende con la parola: creatività?

A dispetto di ciò che si crede comunemente, la creatività non è un’abilità artistica.

E’ creatività: tutto ciò che rende unica e speciale l’esistenza.

Creatività è sperimentare un punto di vista nuovo!

E’ l’entusiasmo che hanno i bambini.

E’ un pensiero che attraversa la mente, colmo di ispirazione.

E’ la sconfinata bellezza di un fiore.

E’ una danza intensa di passione.

E’ una carezza che asciuga le lacrime.

E’ una forza capace di cambiare il mondo e trasformare la vita.

La creatività è il segreto della felicità.

Ma per raggiungerla, per esprimerla e per viverla, bisogna saper affrontare la solitudine e la soggettività che l’accompagnano.

Creatività e soggettività vanno insieme.

Non è possibile sperimentare la creatività cercando conferme e approvazione perché, per definizione, la creatività è originalità, novità, cambiamento e trasformazione e perciò, incompatibile con la necessità di omologarsi a scelte prestabilite e convenzionali.

Tutto ciò che è comune, standard, conforme o uguale, è sempre l’antitesi della creatività.

Per questi motivi i bisogni di riconoscimento e di appartenenza si scontrano spesso col desiderio di percorrere nuove vie.

L’originalità non è conforme.

Esplora verità ancora impensabili e incontra una dura opposizione da parte di chi ha bisogno di ancorarsi alle proprie certezze per sentirsi al sicuro.

Esprimere la propria creatività rende liberi e realizza la missione che ognuno, nascendo, è venuto a svolgere nel mondo e a condividere con gli altri.

Ma l’autonomia individuale ostacola il predominio dei pochi sui molti e perciò, nei secoli, la creatività è stata combattuta e messa al rogo in nome del potere e del controllo.

Tanti uomini e donne hanno pagato con la vita l’espressione della propria genialità intellettuale, umanitaria, filosofica, scientifica o artistica.

Oggi la globalizzazione ha ridotto quasi a zero il potere miracoloso della creatività annientandolo in nome di un conformismo sempre più totalizzante e coercitivo.

Le malattie, la sofferenza, la violenza e la progressiva perdita di significato dell’esistenza, sono la conseguenza di questo annichilimento progressivo.

Ma, nonostante tanto ostracismo, eliminare la creatività è impossibile, la sua vitalità risorge dalle ceneri come una fenice, trasformando l’esistenza in una spirale infinita di cambiamento e di novità.

La creatività è un’energia che attraversa il cuore e dà forma alla vita.

Il suo potente entusiasmo interiore è l’unica medicina capace di trasformare gli ostacoli in opportunità.

Bloccare il suo flusso naturale crea dei blocchi che inibiscono l’espressione spontanea di se stessi e impediscono al pensiero di scorrere libero.

Molti sintomi psichici dipendono da una paralisi della creatività.

Infatti, quando l’espressività individuale non trova sbocchi per dispiegare la propria energia, si manifesta nell’unico spazio che trova a disposizione: il corpo.

Attacchi di panico, ansie immotivate, depressioni… segnalano una censura della creatività e sono la conseguenza di idee e comportamenti eccessivamente rigidi e conformisti.

Assecondare la creatività è perciò il primo passo per una vita soddisfacente e ricca di significato.

L’espressione delle sue potenzialità mette fine ai conflitti, alla violenza e alla sopraffazione e riempie la vita di possibilità, permettendo a ogni creatura di raggiungere la realizzazione del proprio potere evolutivo.

Tutte le personalità creative hanno un accesso immediato e spontaneo alla creatività e, per mantenersi sane, hanno bisogno di lasciarla fluire in ciò che fanno.

Questo, purtroppo, nella nostra società massificante, crea spesso molti problemi, incomprensioni e dolore.

La vita moderna, infatti, sembra progettata apposta per annientare gli entusiasmi dei creativi e promuovere un modello di comportamento unico, stereotipato e insensibile, funzionale al consumismo e ai guadagni delle multinazionali.

Per far emergere la propria creatività, oggi è necessario superare la diffidenza e il pregiudizio che da secoli ne incatenano l’energia, permettendo a se stessi di ascoltare con fiducia la propria soggettività, senza ostinarsi a cercare conferme.

Liberare la creatività, perciò, significa combattere il pregiudizio dentro di sé, sciogliendo i blocchi e medicando le ferite che ne impediscono il dispiegarsi.

Soltanto ritrovando la chiave del potere creativo individuale potremo costruire una società capace di accogliere senza discriminare e di trasformare la diversità in ricchezza e valore.

Per tutti.

 Carla Sale Musio

3 esercizi per sviluppare la creatività per gli imprenditori:

1. Re-immagina situazioni familiari

Non accontentarti dell’abituale routine: considera tutte le alternative possibili, anche alle scelte più ovvie.

Cerca di immaginare come potrebbero essere diverse alcune situazioni a cui sei abituato.

Un esempio: un ristorante, di solito, compra e prepara gli ingredienti per il tuo pasto. Quali sono le altre opzioni? Fai una lista: i clienti potrebbero provvedere agli ingredienti per lo chef, oppure cucinare ai propri tavoli gli alimenti messi a disposizione dal ristorante. Prova a ragionare per opposti, come se le situazioni fossero radicalmente differenti.

L’esercizio può portare a idee innovative d’impresa.

2. Fai pratica nell’infrangere le regole

Per imparare come agire creativamente, devi violare delle norme

suggerisce Staw.

Niente d’illegale, sia chiaro, né di dannoso per gli altri. Staw si riferisce più che altro alle regole di buona condotta o dettate dal buon senso. E fa due esempi: leggere un poema all’altoparlante in un supermercato, o offrirsi di aiutare la maschera nel consegnare il programma della serata in teatro.

Non c’è problema se ti zittiscono o ti bloccano: il punto è sentirsi a proprio agio provando opzioni che molte persone escluderebbero immediatamente. Staw le chiama “lezioni d’impudenza”, perché aiutano ad abituarsi ai rischi creativi necessari. Il solo pensare alle regole da “infrangere” può sviluppare la creatività: è un modo per forzare il cervello fuori dalla sua comfort zone.

Per maggio info su come uscire dalla propria comfort zone: “Fai quello che odi. Sarai più creativo

3. Fai una lista di cose che ti seccano

Staw suggerisce di creare una lista di eventi o problemi che ti procurano più di un grattacapo, ogni giorno. Potresti inserire, ad esempio, la connessione a singhiozzo di internet o la lavatrice rumorosa.

Di solito, se qualcosa ti infastidisce, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona nel prodotto

spiega Staw. Pensando alle possibili soluzioni del problema, potresti accidentalmente “inciampare” nell’opportunità di un nuovo prodotto.

Le lamette, per esempio, sono state inventate quando un uomo di nome Gillette, si era stufato di tagliarsi con i rasoi dell’epoca. Per la storia completa, leggi “Quando il successo arriva per caso”.

Fonte: iononsononormaleioamo

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